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Documenti e rassegna stampa

Eolico sul monte Tezio tre mesi dopo-di Carlo ripa di Meana

ANSA: Ambiente:Ripa di Meana, Perugina, esempio positivo in Italia.

         Comune rinuncia a impianto eolico

IL GIORNALE DELL'UMBRIA-07.03.2004: Eolico, dietrofront di Rometti  

ACS (Agenzia informazione consiglio regionale)- 08.03.2004: Eolico, opzione zero per l'Umbria  

IL MESSAGGERO - 08.03.2004: No all'eolico, scampato pericolo per il Tezio

CORRIERE DELL'UMBRIA-09.03.2004:Eolico, una vittoria a metà

IL GIORNALE DELL'UMBRIA- 09.03.2004: No all'eolico nel piano energatico

LA NAZIONE - 09.03.2004: «Opzione zero sull'eolico»

   


 

                                          EOLICO SUL MONTE TEZIO              Torna a inizio pagina
TRE MESI DOPO

di Carlo Ripa di Meana

pubblicato su Il Giornale dell'Umbria del 5 marzo 2004

Verso la fine anno 2003, esattamente il 18 dicembre, il Sindaco Locchi e il Vicesindaco Rometti, chiotti chiotti, hanno deciso di passare con la delibera di Giunta Nr. 671 alla esecuzione del progetto per due centrali eoliche sul Monte Tezio, e di approvare contemporaneamente una Convenzione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Perugia, che all'art. 9 impone «di considerare tutta la documentazione e le informazioni di cui verrà in possesso l'Università, di "assoluta riservatezza"». Undici giorni dopo, esattamente il 29 dicembre, come espressamente previsto nella delibera della Giunta, è seguita la determinazione dirigenziale Nr. 171 con cui si impegna la somma di Euro 25.823 del bilancio 2003, capitolo 34129/22, rendendola immediatamente disponibile per la spesa necessaria a dare concreta esecuzione al progetto del Parco eolico zona Monte Tezio. Questi sono i fatti, come risultano dalle carte che ogni cittadino può, come ho fatto ieri, verificare direttamente.

Al di là delle lettere aperte di assessori che dicono e non dicono, delle affermazioni minimizzanti di fonte ufficiale "è solo un'ipotesi", al di là della oleografia che Palazzo dei Priori cerca ora di accreditare: una Giunta dedita alla pura ricerca del meglio, fiancheggiata da un corteo di Professori universitari con toga e berretto accademico, occupiamoci dei fatti, con la loro scomoda realtà. Sono stati stanziati dei primi fondi per l'esecuzione di un progetto ben definito: l'eolico sul Monte Tezio. Questa, e questa sola, è la realtà con cui i perugini si confrontano. Tutto il resto appartiene all'impalpabile leggerezza delle parole.

Nessuno degli autori dell'Eolico sul Monte Tezio aveva previsto la levata di scudi dei perugini che, con un impressionante crescendo di pareri contrari pronunciati dalle voci alte della città (Giuseppe Severini, Pietro Scarpellini, Ernesto Galli della Loggia, Renzo Massarelli, Zelinda Fedeli, Claudio Abiuso, Ruggero Ranieri di Sorbello, Urbano Barelli, Angelo Velatta, Paola Gigliotti, Marcella Calzolai, Rita Manfroni, Gianfranco Maddoli, Mario Serra, Giorgio Corrado, Roberto Abbondanza), hanno condannato il progetto. A ruota vi sono stati i pronunciamenti politici. Prima la sinistra ecologista dei DS, poi il gruppo del Consiglio regionale di Forza Italia, poi i circoli della Margherita, poi Rifondazione Comunista, poi il Movimento per l'unità dei comunisti, poi consiglieri comunali di Alleanza Nazionale, poi ancora i Radicali con il loro segretario Daniele Capezzone. E infine la vasta galassia delle associazioni ambientaliste perugine e umbre, CNP (Comitato Nazionale del Paesaggio), CAI, Italia Nostra, WWF, LIPU. A cui ha voluto aggiungersi con uno scritto su L'Unità del 16 febbraio persino il Presidente nazionale di Legambiente Roberto della Seta, l'associazione ambientalista che si è identificata con l'Industria eolica, con queste parole: «A Perugia diciamo no, perché sarebbe folle piantare le torri a ridosso di una bellissima città d'arte». Infine, il decisivo ripudio della decisione del Comune venuto dalla Pro Loco Monte Tezio, dal Presidente della IV Circoscrizione, dagli Albergatori e dai Ristoratori, e dal Presidente provinciale della Coldiretti di Perugia.

Le analisi stringenti di Angelo Velatta del Piano Energetico, e di Mario Serra del Piano Regolatore Generale 2002, hanno portato alla luce due contraddizioni, interne alla stessa proposta del Comune di Perugia per il Tezio: il piano energetico comunale, con le sue opzioni di risparmio energetico, di fotovoltaico, di biomasse ecc., finisce per contrapporsi all'ipotesi eolica più costosa, intermittente e rovinosa per il paesaggio. Così come il Piano Regolatore Generale classifica all'art. 18 il Monte Tezio "Ambito di Riserva Naturale".
Si può dunque comprendere la difficoltà per Locchi e Rometti di tirarsi fuori, con il minimo del danno, dalla trappola in cui si sono cacciati, arrivando a teorizzare, nel recentissimo passato, che il paesaggio «di fronte all'energia, passa in secondo piano».

Il Comune finora non ha voluto dire quale è il gruppo industriale eolico che è dietro l'affare del Monte Tezio. Non si capisce per quale ragione, dal momento che la promozione delle imprese e le loro legittime attese di remunerazione del capitale in ragione degli investimenti e dei rischi non sono fonte di imbarazzo alcuno. La cittadinanza ha diritto a conoscere quale è il Gruppo che muove le ipotesi industriali. Dovrebbe essere, dunque, proprio la pubblica amministrazione a informarne la città, rendendo note le richieste e le ipotesi finanziarie e gestionali. Sinora sono state trovate dai singoli cittadini impronte e indizi che segnaliamo nella loro casualità, in attesa di conoscere l'intera storia nelle sue complesse articolazioni. Si è avuto, soprattutto, un attivismo di imprenditori spagnoli del gruppo GAMESA e del gruppo EHN-ITALIA (Energia Elettrica di Navarra), ben ammanicati con promotori finanziari italiani, e la società LAMBDA. Del resto, non si era mai visto dai tempi di Ferdinando il Cattolico un via vai eguale a quello recentissimo tra Perugia-Terni e la regione pirenaica della Navarra, dove vi è la massima concentrazione di centrali eoliche della Spagna.

Consapevoli, ormai, della impopolarità crescente della loro proposta, Sindaco e Vicesindaco sembrano aver scelto la strada furbesca del "prendere tempo", simulando "la partecipazione" su una decisione già assunta, occupando in chiacchiere («non è una decisione è solo un'opzione» ... "implicitamente è una rinuncia all'eolico» ... «è uno studio scientifico» ...) il tempo pericoloso della campagna elettorale e del voto. E perché non rifugiarsi anche dietro la mancata presentazione del Piano Energetico Regionale, pretesto d'oro offerto dalla negligenza della Giunta regionale?

Tutto questo lavorio dilatorio, questa mancanza di coraggio politico nel riconoscere un errore e liberarsene, introduce a Perugia la tradizione orientale della "politica che deve salvare la faccia". Il Sindaco e il Vicesindaco, e con loro la Giunta, hanno una sola via di uscita: la revoca della delibera Nr. 671 del 18.12.2003, l'annullamento della determina Nr. 171 e la riallocazione dei fondi previsti per il progetto del Monte Tezio. Solo così i perugini potranno essere sicuri che quelle 22 torri alte più di 100 metri, con le loro 4950 tonnellate di acciaio e vetro resina, che qualcuno voleva piantare sul loro Monte Tezio, appartengono soltanto agli incubi del passato.

Carlo Ripa di Meana

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AMBIENTE: RIPA DI MEANA, PERUGIA ESEMPIO POSITIVO IN ITALIA. COMUNE RINUNCIA A IMPIANTO EOLICO

(ANSA) - PERUGIA, 7 MAR - "Perugia ha vinto e si è così distinta a livello nazionale": commenta così, "con grande soddisfazione", il presidente del Comitato italiano per il paesaggio, Carlo Ripa di Meana, la decisione del Comune del capoluogo umbro di non realizzare due centrali eoliche sul monte Tezio.
"In Italia - ha aggiunto - non esiste però solo Perugia", e la questione dell' eolico va affrontata e risolta.
La notizia è stata resa nota dallo stesso Ripa di Meana (che in Umbria è anche consigliere regionale) il quale ha riferito che ieri sera, nel corso di un dibattito pubblico sull'argomento, il vice sindaco con delega all' ambiente, Silvano Rometti, ha annunciato che la somma iniziale di 25.873 euro inserita nel bilancio 2003 del Comune per le centrali eoliche sul Tezio sarà spostata su una voce diversa del bilancio comunale.
"E' un atto di resipiscenza e di saggezza della giunta Locchi", ha commentato Ripa di Meana. "Ha vinto dunque Perugia - ha proseguito - con la fermezza del suo no assoluto ad una decisione sbagliata che avrebbe sfigurato una delle più belle città d'arte del mondo. Il merito di questa opera di salvezza va a tutti i singoli cittadini, numerosissimi, a tutte le associazioni ambientaliste, culturali, agricole e venatorie, ai centri e alle fondazioni di studio, ai giornali, alle radio e alle televisioni, ai partiti 
politici e agli eletti comunali, provinciali e regionali che, durante gli ultimi tre mesi, si sono espressi con chiarezza e con coraggio contro lo scempio progettato del Tezio, monte sacro della città".
La questione era stata a lungo dibattuta, in città, negli ultimi tempi. Nei giorni scorsi il vicesindaco aveva tuttavia sottolineato che "non esiste, al momento, alcun progetto 
tecnico per la realizzazione di un impianto eolico da installare a Monte Tezio. C' è, invece un Piano energetico e ambientale redatto dal Comune di Perugia, uno dei pochi e tra i primi ad essere stato adottato in Italia, che contempla un mix di azioni,
fra cui anche fonti di energia alternativa, compatibili con le potenzialità del territorio".
(ANSA).

07-MAR-04 15:07

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Ritirata la delibera che prevedeva l'installazione di 22 torri sul Monte Tezio
Eolico, dietrofront di Rometti
Ripa di Meana: "Una vittoria per Perugia e per tutta la Regione"

SIMONETTA PALMUCCI

PERUGIA - Le ventidue pale eoliche sulla cima di Monte Tezio non si faranno. La decisione è stata annunciata ieri dal vicesindaco Silvano Rometti che, nel corso di un incontro organizzato dal Centro di Iniziativa Radicale di Perugia, ha affermato che la delibera numero 671, che prevedeva lo studio finalizzato all'installazione di "mulini a vento" alti più di cento metri sulla montagna perugina, è stata ritirata giovedì stesso.
Il vicesindaco ha affermato che i fondi che erano destinati alla ricerca sull'eolico, oltre 25.800 euro, saranno destinati ad uno studio sulla cogenerazione, un'altra forma di energia alternativa. La decisione del Comune rappresenta una vittoria del Comitato Nazionale del Paesaggio, presieduto dall'onorevole Carlo Ripa di Meana il quale si era battuto per evitare quello che era stato definito "uno scempio ambientale" e aveva chiesto all'amministrazione perugina di ritirare il provvedimento. Una battaglia condotta anche dal Giornale dell'Umbria, alla quale si erano uniti personaggi del mondo della cultura e della politica, locale e nazionale, da Giuseppe Severini, Ernesto Galli della Loggia, fino a Ruggero Ranieri di Sorbello, soltanto per citarne alcuni.
L'annuncio del ritiro della delibera è stato dato ieri, in un'affollatissima sala di Villa Van Marle a San Marco, dove erano riuniti decine di abitanti di monte Tezio, i quali nei loro interventi, avevano più volte sottolineato la preoccupazione per un'iniziativa che avrebbe messo a rischio il loro patrimonio naturalistico e turistico. Contro l'installazione delle ventidue pale era stata avviata anche una raccolta di firme da parte degli albergatori e dei gestori dei ristoranti della zona e si era mobilitata la Pro Loco Monti del Tezio.
Soddisfatto il presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio Carlo Ripa di Meana, il quale, al termine dell'incontro, ha dichiarato: "E' una vittoria su tutta la linea. Avevo chiesto di ritirare la delibera e di riallocare la somma e così è stato. E' un trionfo per Perugia e per i perugini che sono insorti per salvare la città da una pessima decisione, che l'avrebbe sfregiata in modo irreparabile. E' una vittoria che mette in evidenza un atto di saggezza della giunta comunale. Capisco - prosegue Ripa di Meana - che la scelta che hanno fatto gli amministratori sia stata difficile, ma gli stessi hanno dimostrato di essere saggi rinunciando una volta per tutte al proposito di montare 22 torri sul monte Tezio. Questo successo dimostra che quando le popolazioni si organizzano il potere amministrativo locale riesce a cambiare o a rovesciare le proprie decisioni. Questa svolta - ha proseguito il presidente del Cnp - rappresenta un grande aiuto anche per le questioni successive. L'Umbria tra qualche settimana affronterà il piano energetico regionale nell'ambito del quale tornerà la questione dell'eolico che si prevede tra quattrocento e i duecento megawatt. Si tratterà quindi di progetti che dovrebbero corrispondere a quattrocento o duecento torri. Un carico notevolissimo su una regione come la nostra, bella e delicata, che deve difendere la sua grande ricchezza spirituale ed economica, il paesaggio. In materia di eolico ci batteremo per l'opzione zero. Ogni paese, ogni regione, ha una sua vocazione. Certamente quella dei giganteschi impianti eolici per l'Umbria è rovinosa. L'Umbria dovrà fare scelte meno distruttive rispetto all'eolico. C'è una ricca scelta di energie rinnovabili che si può adattare alle caratteristiche e alla bellezza della nostra regione".

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"EOLICO, OPZIONE ZERO PER L'UMBRIA"
RIPA DI MEANA ESPRIME SODDISFAZIONE PER L'ESITO DELLA LOTTA ALL'EOLICO SUL MONTE TEZIO

(Perugia) Acs, 8 marzo 2004 - I Verdi ecologisti dell'Umbria esprimono grande soddisfazione per la decisione del sindaco di Perugia Locchi e vicesindaco Rometti di annullare i fondi destinati alla realizzazione del progetto delle due centrali eoliche sul Monte Tezio. La lotta all'eolico è stata condotta, in questi mesi in modo compatto e senza distinzioni di bandiera, da tutte le associazioni ambientaliste della Regione e da molti organismi politici del territorio. Nonostante l'esito positivo della vicenda, si invitano tutte le categorie a restare vigili e attenti a ogni nuova tentazione di irregolarità ai danni dell'ambiente sia a livello nazionale che regionale.
Carlo Rip di Meana, consigliere regionale dei Verdi, assieme ai suoi collaboratori e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste dei Colli del Monte TEzio, si dichiarano, nel corso di una conferenza stampa, "lieti dell'esito della vicenda, comunque attentissimi a tutte le situazioni collegate all'eolico, come per esempio la questione del risparmio energetico per la Regione o la salvaguardia del Tezio come parco naturale".
Carlo Ripa di Meana definisce il risultato ottenuto una "vittoria soprattutto per la città di Perugia nel rispetto del suo habitat naturale e delle generazioni che verranno". Il consigliere ha colto l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno appoggiato la causa e che hanno contribuito a mobilitare l'opinione pubblica contro l'eolico: tra questi, la sinistra ecologista dei Ds, Rifondazione, Maurizio Donati e i consiglieri di Forza Italia, alcuni circoli della Margherita e i consiglieri regionali di An.
"La vicenda ha un risvolto positivo, continua il consigliere dei Verdi, sia a livello nazionale, perché si da man forte a contestare con più forza tutte le altre situazioni di abuso dell'eolico a forte impatto ambientale. Siamo pronti, infatti, a contrastare chi vuole squarciare il paesaggio con l'eolico come sta accadendo a Lecce, nell'altopiano pugliese a Minervino Murge, a Prato, La Spezia e in Sardegna dove è in cantiere il progetto di costruire per ben quattro mila torri. Il mio invito, a livello regionale, è quello di cancellare l'eolico e scegliere l'opzione zero".
Più preoccupato Angelo Velatta del Comitato nazionale del paesaggio che esprime forti preoccupazioni "per le recenti dichiarazioni del vicesindaco Rometti sulla vicenda in quanto si sostiene la variabilità dei piani regolatori, quindi la possibilità in futuro di cancellare i risultati ottenuti oggi per il rispetto dell'ambiente. Sentire dichiarazioni simili, continua Velatta, che si possano cioè cambiare i piani, è un elemento di fortissima preoccupazione. L'eolico sul Tezio non è un'idea di questi ultimi anni, ma nasce da un progetto del Duemila che coinvolgeva sia la EHN, poi passata alla società Lambda, e la Gamesa energia, tutte grosse società straniere. Era già in corso un iter di autorizzazioni e licenze. Il piano energetico comunale, è evidente, esalta l'eolico perché è il sistema di rinnovo dell'energia dai profitti più veloci e minimizza le altre fonti rinnovabili che sono più utili ma meno redditizie nel breve-medio termine. Senza considerare che Perugia, secondo recenti rilevazioni, è la terza città con più macchine d'Italia: si conta quasi una macchina per abitante. Perché non correggere quest'indecente stile di vita, attraverso piani del traffico e forme di riutilizzo e rinnovo dell'energia degli idrocarburi certamente più consone e urgenti dell'eolico?".
Per Gianmaria Fontana di Sacculmino, presidente Pro-loco Monte Tezio, il risultato ottenuto è conferma che "non è sempre vero che l'energia venga prima dell'ambiente. Oltre ai vincoli ambientali, sul Tezio, ci sono quelli idrogeologico, perché per costruire gli impianti ogni generatore avrebbe avuto bisogno di scavi per rilevare l'acqua e le principali risorse idriche del territorio sarebbero manomesse, senza contare lo sfascio ambientale che ne sarebbe derivato. Poi ci sono i vincoli paesaggistici, per i quali tutta la zona del Tezio è sotto tutela secondo la legge 490, quelli della Comunità europea che ne tutelano flora e fauna, e addirittura della stessa Regione poiché una legge regionale lo tutela come oasi protetta".
Su quest'ultima legge si collega Paolo Passerini dell'associazione Colli del monte TEzio che, per il futuro del monte, annuncia la mobilitazione della sua associazione affinché diventi parco naturale.
Sulla possibilità di altre fonti rinnovabili, alternative all'eolico, si esprime Amato de Paulis che afferma che "l'Italia, è risaputo, è il paese meno ventilato d'Europa, ma quello con più giorni di sole. Va da sé, quindi, che l'eolico non serve all'Italia, come all'Umbria, mentre è certamente più intelligente investire sul solare".
Claudio Abiuso, vice presidente del Wwf dell'Umbria, annuncia che "questo esito non ci ferma nella lotta all'eolico e sarà il punto di partenza per nuove battaglie". GE/ge

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La Giunta ha ritirato la delibera: dirottati sulla cogenerazione i 25.800 euro
destinati ad uno studio per l'impianto
No all'eolico, scampato pericolo per il Tezio
Ripa di Meana: una vittoria di Perugia. Rometti: troppe strumentalizzazioni

Come sarebbe andata a finire (e una volta tanto bene) lo si era già capito dalle parole dell'assessore comunale all'urbanistica. Rispondendo ad una documentata provocazione del leader del Polo, Mario Serra, aveva preannunciato Giovanni Moriconi: per il monte Tezio, «il nuovo Prg ha previsto una forte tutela impedendo ogni intervento di trasformazione del territorio, compreso dunque l'ipotizzato parco eolico». Chiaro, anzi chiarissimo: quelle 22 pale non violeranno il paesaggio.
E ora la conferma ufficiale arriva da Silvano Rometti, vicesindaco e assessore all'ambiente: «L'Amministrazione aveva destinato 25.800 euro ad uno studio per approfondire la possibilità di realizzare un impianto eolico sul Tezio. Quei fondi sono stati stornati e saranno impiegati per uno studio sulla cogenerazione, altra forma di energia alternativa». Spiega l'assessore che lo stanziamento per l'eolico era nato dall'esigenza di non mandare persi quei fondi, che erano residui rimasti da quanto previsto nel bilancio 2003 per la convenzione con l'Università sul piano energetico. «Ma non era stato ancora stipulato l'accordo con l'Ateneo per quello studio». Insomma, delibera alla fine ritirata. E certo non ininfluente è stata la spinta venuta, proprio alla vigilia delle elezioni, da un vasto movimento antieolico di intellettuali, ambientalisti, semplici cittadini.
«Perugia ha vinto e si è così distinta a livello nazionale», commenta il consigliere regionale Carlo Ripa di Meana, presidente del Comitato nazionale del paesaggio, in prima linea nella battaglia contro le 22 pale che minacciavano il monte Tezio. E aggiunge: «E' un atto di resipiscenza e di saggezza della giunta Locchi. Perugia ha vinto con la fermezza del suo no assoluto ad una decisione sbagliata che avrebbe sfigurato una delle più belle città d'arte del mondo. Il merito va a tutti i singoli cittadini, numerosissimi, a tutte le associazioni ambientaliste, agricole e venatorie, alle fondazioni di studio, alla stampa, ai partiti, agli eletti che negli ultimi tre mesi si sono espressi con chiarezza e coraggio contro lo scempio progettato del Tezio».
Rometti, però, insiste: «Si sono fatte molte strumentalizzazioni su una ipotesi portata avanti nella buona fede». E ora? «Col ritiro della delibera, ridiamo linearità alla discussione. Il problema dell'energia va affrontato. Intanto, abbiamo un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nella scuola di Ponte Felcino, stiamo investendo 150.000 euro e presto quell'impianto sarà una realtà».
Assessore, in fondo Moriconi l'aveva detto chiaro e tondo che i vincoli del Prg impedivano la realizzazione di un impianto eolico sul TEzio. «I vincoli impediscono anche di fare il fotovoltaico sui tetti di Perugia, in quanto il centro storico è tutelato. Ma i Piani regolatori si cambiano con le varianti, non è questo il problema. Si tratta di valutare, tenendo ben presente che il piano energetico è fondamentale. L'eolico è un'ipotesi delle 49 previste, e un piano deve esplorare tutte le potenzialità che offre il territorio».

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M.Cal.


I Verdi ecologisti esultano ma resta il timore per il piano energetico regionale
Eolico, una vittoria a metà
Accantonato il Tezio, si teme per la scelta di altri siti

PERUGIA - Doveva essere una celebrazione, ma si è trasformata in una constatazione agrodolce. La conferenza stampa con cui i Verdi ecologisti di Ripa di Meana plaudono alla rinuncia della giunta Locchi al progetto dell'eolico sul crinale del monte Tezio, ha aperto una discussione non destinata ad esaurirsi con il dietrofront di plazzo Priori. Il timore è che si sia fatta solo un'operazione di facciata. La relazione dell'ex parlamentare dei Verdi è stata soprattutto una sfilza di ringraziamenti per tutti coloro che si sono battuti contro l'installazione delle enormi pale meccaniche alla porte di Perugia. "E' stata una battaglia vinta da un fronte ampio e compatto - ha commentato Ripa di Meana - che ha visto esprimersi contro quello scempio tutto il mondo ambientalista e una serie di personalità della società civile e di tutti gli schieramenti politici". I 25.800 euro che dovevano essere adoperati per le ricerche sull'eolico sono stati distratti su altre forme energetiche rinnovabili, come la cogenerazione.
"Devo riconoscere - ha continuato - che le amministrazioni che sono capaci di un riesame critico delle proprie decisioni meritano apprezzamento". La vittoria di Perugia è stata presa a simbolo di una campagna molto più vasta. "Abbiamo creato un precedente importante - ha chiarito Ripa di Meana - che ci fa prendere coraggio contro gli altri casi simili presenti in Italia". Impianti simili a quelli che dovevano sorgere alle porte di Perugia, sono stati progettati a Lecce, Minervino Purge, Prato, La Spezia e Sapri. "Simili capolavori della natura - ha ribadito il consigliere, che riveste anche la carica di presidente del comitato nazionale del paesaggio - non meritano di cadere sotto le speculazioni finanziarie di chi si finge paladino della natura". Dietro l'impianto dell'eolico, è stato detto, ci sarebbe un vero e proprio bluff ai danni della collettività. Il prezzo simbolico dell'energia rinnovabile e gli aiuti comunitari garantirebbero, a chi impianta questo genere di installazioni, ricavi altissimi. in tre anni si guadagnerebbe ciò che, con le altre fonti alternative, ne richiederebbe dieci. Il tutto con una produzione energetica irrisoria. Da qui, Ripa di Meana ha lanciato una provocazione alla giunta regionale. "Voci di corridoio - ha detto - parlano del Piano energetico regionale in dirittura d'arrivo all'esame di giunta. Si starebbe approvando un documento che prevede l'impianto in Umbria dalle 200 alle 400 torri per l'eolico. Noi chiediamo che si faccia una scelta controcorrente: si dica "eolico zero" e si scelgano altre fonti energetiche". Biomasse, fotovoltaico, cogenerazione: queste le alternative proposte. Qui però è arrivata la doccia fredda ai presenti. "Leggo un'intervista a Rometti - ha sostenuto Angelo Velatta, esponente ambientalista - il quale afferma che è possibile fare varianti al piano regolatore per esigenze legate alla produzione di energia. Questa è la dimostrazione di una pervicace volontà di non recedere da decisioni contro l'ambiente". Velatta ha riferito di un presunto accordo risalente al 2000 per impiantare sul Tezio 22 torri eoliche da parte della società spagnola Ehn, rilevate dall'intermediaria locale "Lambda".
A queste torri, secondo Velatta, il Comune aveva già dato l'assenso. "Ci sono interessi economici forti - ha chiosato l'esponente dei Verdi - per cui la battaglia è ancora lungi dall'essere vinta. L'amico dei signori del vento ha già preparato le contromosse alla vittoria sugli impianti del Tezio".

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Ivano Porfiri


Carlo Ripa di Meana chiede l'opzione zero nel documento della Regione
No all'eolico nel piano energetico

SIMONETTA PALMUCCI

PERUGIA - "La decisione del Comune di ritirare la delibera che prevedeva la realizzazione di 22 torri eoliche sulla cime di Monte Tezio rappresenta una grande vittoria per Perugia". E' con queste parole che Carlo Ripa di Meana, presidente del Comitato Nazionale per il Paesaggio e consigliere della Regione dell'Umbria, ha esordito alla conferenza stampa che si è svolta ieri a palazzo Cesaroni. L'eolico e il piano energetico regionale, sono stati l'oggetto dell'incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche Angelo Velatta, Claudio Abiuso e Amato de Paulis.
Ripa di Meana ha ricordato la "levata di scudi", non soltanto degli stessi cittadini, ma anche di personaggi autorevoli della cultura e della politica nazionale e locale, da Severini, a Ernesto Galli della Loggia, fino a Pietro Scarpellini.
"Il risultato di Perugia - ha sottolineato il presidente del Cnp - apre la strada per altre battaglie sul territorio nazionale. Installazioni di torri eoliche sono previste infatti a Lecce, a Prato, a La Spezia e in Sardegna".
Critico Ripa di Meana nei confronti del piano energetico regionale che dovrà essere discusso nei prossimi giorni. La bozza del documento fa riferimento all'eolico per una produzione di energia pari a 1560 megawatt, che, in base ad alcuni vincoli, potranno essere ridotti a 400 o 200 megawatt. "Se ogni torre è da un megawatt - ha detto Ripa di Meana - questo significa che sono in programma tra le 200 e le 400 torri. L'Umbria - ha aggiunto - non è obbligata a procedere nella direzione dell'eolico ma ha molte altre possibilità di ricorrere a energie rinnovabili diverse. Non dobbiamo dimenticare che le misure ciclopiche degli impianti squarciano il paesaggio privando l'Umbria del suo patrimonio più grande, il turismo. Questa regione deve scegliere l'opzione zero per l'eolico".
Secondo il presidente del Cnp, dietro all'eolico ci sono solo degli interessi finanziari derivanti da un limitato tempo di ritorno dell'investimento.
Velatta nel suo intervento ha criticato l'assessore Rometti il quale avrebbe dichiarato che "i piani regolatori si possono cambiare". "E' evidente - ha detto Velatta - che c'è la minaccia di cancellare in futuro i risultati ottenuti oggi. Esisteva fin dal 2000 - ha aggiunto - la volontà di mettere le mani sul Tezio. Il progetto coinvolgeva sia la EHN, poi passata alla società Lambda, e la Gamesa energia, tutte grosse società straniere. Era già in corso un iter di autorizzazioni e licenze".
Gianmaria Fontana di Sacculmino, presidente della Pro Loco Colli del Tezio, ha ricordato tutti i vincoli che sono stati posti in passato sulla montagna perugina, da quelli ambientali a quelli idrogeologici, mentre Claudio Abiuso, vicepresidente del Wwf Umbria, ha auspicato che quella appena ottenuta possa essere la prima di tante altre future vittorie sul fronte eolico.

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IL FATTO - La soddisfazione di Ripa di Meana per l'annullamento del progetto sul monte Tezio
«Opzione Zero sull'eolico»

Erano stati stanziati 36mila euro
IL COMUNE DI PERUGIA aveva stanziato 25.873 euro inseriti nel bilancio 2003 per realizzare due centrali a energia eolica con undici giganteschetorri ciascuno. Ogni torre sarebbe stata ancorata con profondi plinti di cemento al territorio, trasformando di fatto, secondo il Comitato nazionale per il paesaggio, la pregiata zona del monte Tezio in una distesa di cemento.
Sabato scorso, durante un convegno organizzato dai Radicali, il vice sindaco Silvano Rometti ha annunciato pubblicamente che Palazzo dei Priori aveva deciso di tornare sui propri passi, annullando di fatto i fondi destinati alla realizzazione del progetto. Di qui la soddisfazione del consigliere regionale dei Verdi Ecologisti Carlo Ripa di Meana.

di Cristina Belvedere
PERUGIA - «L'Umbria scelga l'opzione zero in materia di energia eolica». E' il messaggio lanciato dal presidente del Comitato nazionale del paesaggio e consigliere regionale dei Verdi Ecologisti Carlo Ripa di Meana, a seguito della decisione assunta dalla giunta Locchi di annullare i fondi destinati alla realizzazione del progetto delle due centrali eoliche sul monte Tezio.
«Il risultato ottenuto - ha ricordato Rip di Meana - è una vittoria soprattutto per la città di Perugia nel rispetto del suo habitat naturale e delle generazioni che verranno. Dal punto di vista nazionale il caso Perugia apre la battaglia per salvare città come Lecce, Minervino di Murge, Prato, La Spezia e Sapri: a livello locale invito a cancellare l'eolico dal piano energetico per l'Umbria».
Secondo il consigliere regionale, «il testo in questione è ancora in bozza e parte dal fatto che l'Umbria può offrire 1560 megawatt di energia alternativa. Con i vincoli costituiti da parchi e zone di pregio ambientale, si ha una riduzione a 400 megawatt, che può arrivare a un minimo di 200. Si parla quindi di altrettante torri eoliche da collocare sul territorio regionale. Ma le istituzioni hanno puntato sull'eolico, trascurando il fotovoltaico, le biomasse e la geotermia, nonché il risparmio energetico».
A rincarare la dose anche Angelo Velatta del Comitato nazionale per il paesaggio: «In merito alla vicenda, il vice sindaco Silvano Rometti ha sottolineato la variabilità dei piani regolatori generali, quindi la possibilità in futuro di cancellare i risultati ottenuti nel rispetto dell'ambiente. L'eolico sul Tezio è un progetto che risale al 2000 e che coinvolgeva importanti società straniere. Era già in corso l'iter per le autorizzazioni e le licenze. Il piano energetico comunale esalta quindi l'eolico perché è il sistema di rinnovo dell'energia dai profitti più veloci e minimizza le altre fonti rinnovabili, nonostante Perugia sia la terza città con più macchine in Italia. Perché non puntare su politiche per la mobilità adeguate?i».
Soddisfatto per i risultati ottenuti sul Tezio anche il presidente della Pro Loco Gianmaria Fontana di Sacculmino.

 

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